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Pune bis

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Dopo due giorni di letti scomodi, acqua fredda e niente Wi-Fi abbiamo deciso di fare una tappa in una città seria e in un hotel di lusso. Ci siamo presi una royal suite e ci facciamo un giorno di relax totale. Comunque Internet non funziona neanche qui, non per colpa dell'hotel ma perché siamo in India. Così per oggi non abbiamo niente di importante da raccontare ma la foto del giorno è saltata fuori comunque: Traffico all'indiana: Qui fanno di tutto per complicarsi la vita sulla strada, ecco un esempio al casello. Il trattore è dal lato giusto ma le moto sono in contromano, stessa cosa da questa parte della ferrovia. Solo dalla nostra parte ho stimato quasi un migliaio di persone e saranno state altrettante dall'altro lato: immaginate il caos quando si sono alzate le sbarre! Quando abbiamo visto la situazione abbiamo parcheggiato e ho preparato la videocamera: ho fatto un video spettacolare che vedrete a casa. Lascio il telefono connesso al WI-FI e andiamo a dorm...

Pune

Siamo a Pune ed è saltata la connessione Internet dell'hotel. Dato che sono tirchio e devo usare la mia connessione dati rimando tutto a domani. Ciao! ⬅                     CONTINUA

Shirdi

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Che caos! Siamo a a Shirdi, città del Sai Baba original, non il capellone che era la sua reincarnazione. Per visitare il tempio bisogna addirittura prenotarsi online e comunque fare una fila interminabile. Anche qui potremmo fare un carico di simpatici oggetti da mensola degli orrori, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Il Sai Baba predicava l'amore e qui ci sono i bagarini che amorevolmente ti rivendono i pass per il tempio, predicava l'amore, non la povertà.. Strano, niente visi pallidi, saranno tutti alla tomba del Sai Baba 2 che era famoso in tutto il mondo. Stamattina siamo partiti da Saputara appena dopo l'alba e scendendo dall'altopiano abbiamo attraversato delle zone spettacolari, con montagne come quelle americane della Monument Valley ma con i pomodori al posto del deserto. Mancano solo i cow boys, in compenso ci sono tanti indiani anche se questi non hanno le penne. Abbiamo appositamente fatto una deviazione di una cinquantina di chilometri solo...

Saputara

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Siamo tornati al fresco sul Western Gath, la catena montuosa che attraversa l'India da nord a sud, precisamente a Saputara, unica località turistica montana del Gujarat. È un altopiano come il Monte Abu ma più spazioso, meno frequentato e senza ville VIP oltre a essere più alto, quasi 1000 metri. Si sta divinamente, caldo ma non afoso di giorno e quasi freddo la sera, non si sente un clacson e non si mangia polvere. Patrimonio UNESCO per le biodiversità, ma qui tutto è un patrimonio. Arriviamo dal mare, Dumas beach, Surat, dove c'è la spiaggia più famigerata dell'India: sabbia nera e fantasmi! Si raggiunge percorrendo Ghost road, ed è già bello così, e di giorno è piena di ristoranti, quad e cammelli a noleggio. Ma la sera, se resti dopo la mezzanotte, non tornerai più.. La leggenda dice che la gente scompare e l'unico ritrovato la mattina è stato un morto con la lingua fuori... terrore.. Tutto nasce dal fatto che questo è un luogo di cremazione per gli Hindu, la...

Seconda foto del giorno

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Una zona tranquilla del mercato. Qui sono riuscito a fermarmi, tirare fuori il telefono e scattare la foto. In altri vicoli non puoi neanche alzare le braccia da quando sei stretto. Come in un immenso ascensore affollato. ⬅                     CONTINUA

Vadodara

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È stata durissima ma siamo arrivati a Vadodara. Pur essendo a solo un'ora di autostrada da Ahmedabad noi ce ne abbiamo messe cinque perché in questa autostrada non sono ammesse le moto. Il problema è che l'autostrada ha sostituito la strada principale, quella dritta, e l'unico modo per arrivare a destinazione è stato andare a zig zag tra i paesi raddoppiando i chilometri e dimezzando la velocità. Vadodara merita una visita, il centro storico è bello e il quartiere del mercato è anche meglio: niente boiate da turisti ma pieno di boiate da indiani, qui ci sarebbe da riempire un container di chicche per la nostra mensola degli orrori. La città è ricca, qui c'è il petrolio, e per questo si vede di più la povertà: mentre in altri posti se sei poverissimo puoi farti un rifugio di fango e merda o stare sotto un albero, qui vivi sul marciapiede in mezzo a polvere e immondizia dove non osano neanche i cani randagi. A proposito di merda! Abbiamo scoperto un uso dei frisbe...

Ahmedabad 2

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Oggi sono uno straccio e non ho voglia di perdermi in chiacchiere. Siamo tornati a Ahmedabad per dirigerci verso sud-est. Ma non può mancare la... Foto del giorno: La vespa dell'uomo triste. Qui le luci sui mezzi di trasporto non si usano perché non vedono il bisogno di segnalare un cambio di direzione o una frenata improvvisa, quando il motore si accende e il clacson suona sono più che a posto. Frecce, stop e luci di posizione sono considerate un'espressione di gioia, come le nostre luci natalizie. Il motociclista giocondo si fa anche installare le doppie frecce col cicalino e non le spegne mai. Invece il proprietario di questa Vespa dev'essere un tipo triste: ha le luci disegnate. ⬅                     CONTINUA

Foto della sera

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Tutta la roba per terra, anche i sacchi nell'angolo, non è immondizia ma e il Tirupati Express Courier che smista le spedizioni. ⬅                     CONTINUA

Due giornate nauseanti

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Lasciata Junagadh di prima mattina abbiamo fatto tappa a Gondal e raggiunto Rajkot. Ormai sono due giorni che viaggiamo tra distese di coriandolo, erbaccia maledetta. Il coriandolo è un'erba particolare, o ti piace o ti schifa, ed è solo una questione genetica umana, non c'è via di mezzo. In definitiva puzza come la cimice anche se alcune popolazioni dicono che sia la cimice a profumare di coriandolo, ma da loro non ci sono le cimici.. Noi, che siamo geneticamente schifati fino alla nausea, ci siamo abituati a mangiarlo perché in oriente sostituisce il prezzemolo e come il prezzemolo lo trovi dappertutto, ma 400 chilometri di campi sono veramente troppi, siamo così impregnati di odore che ci sembra di avere un branco di cimici spaventate nei vestiti. C i manca il dolce profumo delle fogne a cielo aperto... Così fra un conato e l'altro ieri ci siamo fermati a Junagadh dove c'è il piccolo mausoleo di Bahadiddinbhai Hasinbhai detto Mahabat Maqbara Palace e non Moh...

Junagadh

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Oggi sto litigando col telefono, non riesco a scrivere e dopo aver perso due ore a fare quattro righe di blog non so come ho fatto ma ho cancellato tutto. Ci sentiamo domani. Foto del giorno: il mausoleo di qualcuno con un nome tremendo che vi dico domani. Roba da nababbi nel vero senso della parola. ⬅                     CONTINUA

Poveri ma ricchi

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Incredibile.. Abbiamo Euro in contanti a sufficienza per comprarci una banca ma abbiamo dovuto saltare i pasti per mancanza di rupie. Siamo in un periodo di transizione monetaria, l'India sta cambiando le banconote, manca il denaro contante e i bancomat sono sempre all'asciutto. Il governo consiglia agli stranieri di utilizzare le carte che sono accettate ovunque senza commissioni e per i contanti andare in banca a cambiare la propria valuta, gli stranieri hanno la precedenza agli sportelli e possono cambiare fino a 450€ alla volta. In effetti è vero, tutti hanno il POS anche le bancarelle.. ma spesso manca la connessione dati o direttamente la corrente. Accettano anche i pagamenti con lo smartphone...in India... Ma comunque servono ancora i contanti e dove cambi i tuoi Euro, in banca come dice il governo? Prova se ci riesci.. Oggi, stufi di essere pieni di Euro che nessuno vuole, ci siamo impegnati per un cambio valuta. Come prima cosa chiediamo in albergo e ci dicono:...

Diu!

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Può sembrare un'imprecazione dialettale ma è il nome della più famosa località balneare del Gujarat. Siamo al mare!! Due giorni.. Solita solfa, tre visi pallidi includendo noi due ma sappiamo che sull'isola (già, siamo su un'isola) ce ne potrebbero essere altri quattro. Questo è un altro mondo: Abbiamo bevuto una birra e non uno "special tea", bottiglia sul tavolo e bicchieri di vetro in bella mostra. La strada principale è deserta ma così deserta che mi sono fermato in mezzo a scattare tre foto e nessuno mi ha suonato il clacson. I bovini sono nani e si può anche girare in infradito. Se si potesse stare in spiaggia col costume sarebbe perfetto, ma qui non è sdoganato, comunque volendo spendere un centone a notte ci sono i resort con piscina. Oggi niente di particolare se non la giornata in moto, 180 chilometri in quattro ore di cui 160 di strada bella e 20 a passo d'uomo che hanno massacrato la media e le ossa. In una sosta in paese un bambino ro...

Palitana

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Io ci penso dopo e mi sento uno schifoso turista occidentale, non lo faccio apposta, ma è nella mia cultura. Siamo sdraiati sul letto sfiniti dalla giornata e una mosca ci infastidisce,  così prendo un depliant e la tramortisco, non l'ho neanche uccisa. Cosa c'è di male? C'è che siamo in un paese sacro giainista dove il fedele ha la bocca coperta per evitare di mangiare involontariamente qualche essere vivente e gira scalzo con una scopetta per spostare le formiche. E il depliant parla di Gandhi... Poi la mosca non l'ho uccisa, era un po' storta e l'ho messa fuori, speriamo si riprenda. Crisi di coscienza a parte, oggi abbiamo passato la mattina alla ricerca di contanti e a mezzogiorno eravamo pronti ad affrontare il sacromonte di Palitana. Oltre 3000 scalini e non so quanti chilometri da fare teoricamente scalzi per raggiungere la cima. Almeno sulle scale le scarpe sono ammesse e per fortuna ci sono i portantini. Puoi scegliere tra il modello base, lu...

Gujarat

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E così ci facciamo il Gujarat: è una di quelle regioni che non avevamo preso in considerazione ma sapete com'è.. A Ranakpur abbiamo scoperto che qui c'è il Sacro Monte dei giainisti con templi a grappolo unici nel loro genere e poi la Banda Benelli ci ha detto del deserto di sale e dei leoni asiatici. Qui c'è anche un mausoleo che ci sarebbe piaciuto visitare (incredibile ma vero) ma restava fuori da ogni itinerario. Adesso dovremmo essere a Palitana o giù di lì, dove c'è il monte con i templi a grappolo. Siamo in stand by: domenica senza Rupie. I bancomat sono vuoti, le banche chiuse, solo il benzinaio accetta carte di credito e nessuno cambia gli Euro. Se domani in banca troviamo dei contanti andiamo ai templi e proseguiamo, altrimenti dovremo tornare alla città più vicina e perdere una giornata. Anche oggi abbiamo fatto i Pokemon, cerchiamo di nasconderci ma ci trovano sempre, in un'area di servizio ci siamo fermati sotto un albero lontano dal parcheggio...

Ahmedabad

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Continua il nostro viaggio verso sud, abbiamo oltrepassato il tropico del cancro ma il giubbotto di pelle serve ancora. Siamo ad Ahmedabad, capoluogo del Gujarat, qui avremmo potuto trovare una banca in grado di cambiarci qualche Euro se non fossimo nel week-end. Sarà per la prossima città, diciamo sempre così. Anche oggi abbiamo fatto tante foto, anzi, ci hanno fatto tante foto da appena svegli la mattina fino a cena al ristorante. Il buongiorno è arrivato quando siamo usciti dalla nostra camera contemporaneamente ai nostri dirimpettai e c'è scappato subito il primo selfie in corridoio, l'ultima foto invece ce l'ha fatta a cena direttamente il proprietario del ristorante con tavola imbandita e menù in bella vista. Ci sentiamo come i Pokemon: c'è sempre qualcuno col telefonino che ci insegue per catturarci come in Pokemon Go. Io sono Visopallidox, pokemon d'aria per i troppi legumi... Ma parliamo di Ahmedabad: una città moderna con anche qualcosa di storico ...

Patan

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Siamo a Patan, sulla strada per Ahmedabad. Se al monte Abu di visi pallidi ce n'erano cinque, qui siamo solo noi due. In questo paese snobbato dai turisti ci sono due meraviglie nascoste: il pozzo a gradini più grande dell'India e un tempio giainista molto molto bello. Due volte molto perché è gratis anche per gli stranieri. Il pozzo non è fotogenico, ho visto anche delle foto professionali ma non rendono, qui bisogna venirci. Il tempio è piccolino, l'abbiamo visto per caso e ci siamo voluti fermare e una volta davanti abbiamo dovuto entrare. Niente foto per rispetto verso i fedeli. Noi non siamo "da tempio" perché sarebbe come andare per chiese in Italia: ce n'è troppe. Ma a certe meraviglie architettoniche non riusciamo a dire di no. Finora sono due i templi che ci hanno colpito e, guarda caso, entrambi giainisti. Loro hanno Jina, noi la Gina! Coincidenza o semplice sacrilegio? Foto del giorno: Dio li fa e poi li raggruppa. Motociclisti italiani...

Questione di pronuncia

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Siamo sempre sul Monte Abu sopravvissuti alla casa infestata. Continuiamo a rilassarci e domani decideremo dove andare. Girando in paese ho notato le insegne di alcuni hotel e mi sono ricordato di Agra. Ad Agra, dopo cena, abbiamo preso un taxi per tornare in albergo e dicendo il nome il tassista ci ha detto che siamo ricchi se stiamo al Marriott. Ma non stavamo al Marriott, anzi, ma il nostro hotel aveva un nome che poteva confondere. Non era un caso,  e  l'ho capito qui vedendo gli hotel Hilltone e Sheratone! ⬅                     CONTINUA

Foto del giorno

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Il Sunrise Palace! Ecco il nostro hotel, ci hanno fatto un prezzo scontatissimo, non sento altri ospiti. Se il nostro appuntamento quotidiano si dovesse interrompere qui... mandate i Ghostbusters! ⬅                     CONTINUA

Mount Abu

Udaipur non fa per noi, sarà pure la perla del Rajasthan ma è invivibile. Troppo turismo in poco spazio. Anche il proprietario della guest house ha confermato che sono tutti stanchi del numero crescente di turisti maleducati e che questo si riflette sulla qualità dei servizi. Volevamo salire verso il Mottarone locale ma ci ha ispirato, così ci siamo spostati di 100 Km sul Monte Abu. Località gettonatissima per il turismo locale e meta dei VIP nei tempi andati. È un oasi nel deserto: con il lago, le palme e tanto verde ma in alta montagna. Lasci la pianura sferzata dal vento caldo e sali su questo altopiano fresco ma protetto dai venti. Adesso nella zona attorno al lago è sviluppato il turismo moderno ma si possono vedere le ville storiche della situazione. C'è il palazzo del raja, il castello inglese del principe inglese, le ville, sempre inglesi, dei vari Lord e così via. Noi siamo in un palazzo coloniale con le scale immense e a pelo lungo come vuole la tradizione britan...

Udaipur

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Come si sta bene a Ranakpur e com'è bello il tempio, altro che Agra, questa è una meraviglia. Qui manca ancora il turismo di massa perché la strada non è adeguata e così manca anche il contorno di venditori rompiballe. Due volte bello. Siamo vicini alla circonvallazione per Udaipur ma non ci attira e preferiamo continuare per la nostra strada che ci porta sempre da qualche parte. Questa volta ci ha portato a Udaipur, ma  in  tre ore contro le due con la superstrada. Non abbiamo visto ancora niente ma la città non mi è piaciuta da subito: guidano male. Facciamo una notte qui e domani cerchiamo qualcosa nei dintorni per fermarci qualche giorno, magari un po' in montagna. Ho fatto vedere una foto del Golfo Borromeo ai ragazzi della guesthouse e si sono stupiti perché è uguale a Udaipur, c'è anche l'isola col palazzo, allora domani andiamo al Mottarone. Foto del giorno: Vita di mer..lo Il merlo di Ranakpur ha una vita dura, è il giocattolo preferito dei gibboni...

Dove siamo? A Ranakpur!

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Questo nome non mi entra in testa, siamo qui da cinque ore e l'ho chiesto dieci volte. Abbiamo lasciato a malincuore Jaisalmer per avvicinarci a Udaipur, via Jodhpur ma sempre per strade alternative. Notte a Jodhpur e stamattina superstrada fino a Pali per poi avventurarci su strade neanche indicate sulla mappa. Per andare da Jodhpur a Udaipur basterebbero​ tre ore ma noi dovremmo metterci due giorni salvo imprevisti. Oggi pomeriggio neanche tre diversi navigatori satellitari sapevano dirci dove stavamo andando. Alla fine seguivamo la strada che prima o poi doveva arrivare da qualche parte... anche quando abbiamo dovuto guadare due fiumi in secca. Ad un certo punto siamo arrivati da qualche parte, precisamente a Sadri, un villaggio che ci dicono sia  a pochi chilometri dalla tangenziale di Udaipur. E tutti ci dicono di andare avanti fino a non mi ricordo il nome... Ranakpur. Una strada nella foresta, l'ingresso anonimo di un tempio, due hotel ammuffiti e tre grand hot...

Foto del giorno che non riesco a pubblicare

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Il lenzuolo magico, altro che il tappeto volante! ⬅                     CONTINUA

Seconda foto del giorno

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Eravamo seduti fuori dal meccanico quando passano delle bambine di ritorno dalla​ scuola elementare. La più piccolina vede una macchia sulla strada, quella cerchiata, fa allontanare le altre e poi corre indietro. Era probabilmente un biscotto schiacciato, ha raccolto più briciole possibili in una mano ed è andata via smangiucchiando contenta. I bambini sono uguali dappertutto ma qui hanno gli anticorpi del Bengala, feroci come tigri! ⬅                     CONTINUA

La Gina di turno

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Oggi niente di nuovo. Giornata a piedi in giro per il centro, qualche spuntino, le foto coi turisti indiani, le solite cose. Però abbiamo la nostra nuova Gina. Ovunque passiamo più di una notte troviamo un animale nero che vuole farci compagnia. A casa c'è la Gina, il gatto dei vicini. A Pushkar c'era il toro fuori dalla guesthouse e una sera dev'essere anche entrato. Qui abbiamo il corvo che bussa alla finestra e, se la lasciamo aperta, si mette a dormire sul divano, come la Gina. Con lui abbiamo trovato un compromesso, facciamo colazione insieme alla finestra della camera ma poi gli lasciamo aperta solo quella del bagno. Quando anche le mucche e gli uccelli impareranno ad usare la lettiera magari potremo pensare di ospitarli ma per ora limitiamoci al gatto. Foto del giorno: la Gina volante che bussa alla finestra. ⬅                    CONTINUA

La sagra del selfie

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Oggi abbiamo fatto il tour classico di Jaisalmer incontrando altri turisti, prevalentemente indiani, nelle varie tappe. Abbiamo visitato la pozzanghera coi pedalò, la città perduta, le dune, la cittadella e il sunset point. L'indiano è fin troppo socievole, se vede uno straniero deve fare conoscenza e poi un selfie. Il laghetto, che non è neanche sacro, è la prima tappa selfie della mattina quando sei ancora pulito e perfettamente pettinato. Qui infatti nessuno si è fatto avanti perché erano impegnati nel selfie perfetto. Alla città perduta vediamo tre ragazzi alla finestra in posa bollywoodiana che si facevano fotografare dagli amici. Ho potuto solo complimentarmi e così sono scattate le foto: selfie di coppia, gruppo uomini, gruppo donne e gran finale con "trimurti" di noi due con in mezzo la più bassa della compagnia. Poi è arrivato il pullman con la comitiva dal Kerala, e vai di foto, e alla fine abbiamo conosciuto Andrea da Domodossola infiltrato sul pullman...

Jaisalmer

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Oggi ci siamo fatti 300 Km senza sentirli, scuola laotiana. 10 di traffico locale, 10 di sentieri tra fanghi misteriosi, ferrovie e sabbia del deserto. Abbiamo attraversato una base militare, chiesto informazioni al poligono di tiro e finalmente è apparsa davanti a noi la nuovissima superstrada per Osiyan. 40 Km di relax. Era nostra intenzione andare verso Jaisalmer senza fretta, preferendo la via più interessante a quella più breve con prima tappa a Osiyan. Qui passa la Highway 15 che porta dritta a Jaisalmer, così dicono i cartelli... Peccato che sia ancora in costruzione! 240 Km di asfalto rigato quando c'è e un'infinità di ponti in costruzione con relative deviazioni. Faticosa ma bella, in mezzo al deserto di  sabbia e cammelli diventa tutto verde in prossimità dei villaggi. E così pianin pianino in poco più di 9 ore siamo arrivati a Jaisalmer. Però gli ultimi 10 Km sono stati i migliori, prima vediamo un uomo che si sbraccia sulla strada mentre un altro lavora su...

Pensierino della sera

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Stiamo andando a dormire e abbiamo capito perché i cani qui sotto dormono sugli scooter. Abbiamo noi la loro coperta. ⬅                     CONTINUA

Foto del giorno

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India, paese di sarti, asceti e trasportatori. ⬅                     CONTINUA

Jodhpur

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Eccoci a Jodhpur, la città azzurra, Jaipur è quella rosa. Vado contro le linee guida di questo blog e pubblico una foto tipicamente turistica, ma c'è un motivo. Arriviamo in città dopo 200 Km di dossi, buche e polvere stanchi come se ne avessimo fatti 1000. Ci infiliamo nelle vie del centro e appena vedo un buco per parcheggiare mi fermo per capire dove siamo. Sorpresa! Siamo di fianco a un pozzo a gradini, una cosa che volevamo vedere e per poco non ci parcheggiavo dentro. E siamo anche a due passi dalla guesthouse. Pomeriggio dedicato alla visita della città che, come ogni città del Rajasthan, ha il forte, il palazzo, il mercato, due palle.. Siamo proprio sotto il forte saliamo a farci un giro. C'è il balcone da cui si gode della miglior vista sulla città azzurra e qualche casa azzurra si vede. Non sarà l'ora giusta, un velo di foschia non aiuta e neanche la città rosa era poi tanto rosa. Faccio due scatti col telefono proprio perché lo fanno tutti ma poi, gua...

Il profumo dell'India

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Oggi non abbiamo fatto niente. Io non ero in forma e ci siamo limitati a fare due passi in paese con qualche sosta a contemplare la vita che scorre davanti a noi. Due vecchietti sulla panchina. Bene, ho argomenti per tre settimane, cosi devo scegliere. Iniziamo con due precisazioni sul luogo: Il lago è una pozzanghera senza sbocchi ma con un super depuratore. Qui non si viene solo a morire e in pellegrinaggio ma anche a sposarsi. Ora si spiegano gli alberghi, qui ci sono 4 matrimoni al giorno e tutti alla stragrande. Processione con luci, musica e balli che accompagna lo sposo a cavallo per le vie del paese. Banchetti, danze,  botti e poi discoteca a oltranza. E dicono che è un paese tranquillo... Qui però abbiamo trovato per la prima volta il vero profumo dell'India: incenso e merda, niente più. Le spezie sono solo nei mercati. Perdonateci ma siamo in India, e ogni tanto cadremo nell'argomento merda. Abbiamo imparato a differenziare la spazzatura separando l...

Pushkar

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Pushkar è un paesino così piccolo che non sempre c'è sulle mappe ma se lo cerchi sui siti di prenotazioni alberghiere ci sono tantissimi hotel. È vicino ad Ajmer dove c'è il bivio Bikaner-Jodhpur: destra o sinistra? Rimandiamo la decisione ancora un paio di giorni stando fermi al bivio in attesa di ispirazione. Ma torniamo a stamattina. Andiamo alla Royal Enfield per un check up alla moto: c'era la fila! Parlo con il capo che mi dice: arriva l'inverno, la sera fa freddo e le Enfield non si accendono. Lo so... ogni mattina asciugo i fusibili e parte al primo colpo di pedale. E lui risponde: si, ma loro non lo sanno! Compriamo olio, fusibili e via verso Ajmer! Solita superstrada zoofila, niente di nuovo, tranne al casello. Vedevamo da lontano, prima della barriera, una specie di sacco gigantesco a lato strada che sembrava appoggiato su delle mattonelle che lo sollevavano di pochi centimetri. Passandogli di fianco ci chiedevamo come avrebbero fatto a caricarlo ...

Rotatoria volante

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Gli animali che pascolano sugli spartitraffico li trovi in tutto il mondo, ma la rotatoria fatta solo di piccioni è proprio da India. ⬅                    CONTINUA

Mestieri indiani

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Dovrei dedicare un capitolo ai mestieri stradali indiani. C'è la versione da marciapiede di ogni possibile attività commerciale. Qui abbiamo il pesa persone vicino all'Amber Fort, credo che per un piccolo supplemento oltre al peso di dica anche l'oroscopo. ⬅                     CONTINUA

Turisti per un giorno

Oggi è domenica e sono tutti chiusi. Preferiamo non usare la moto prima di passare dal meccanico qui di fronte, abbiamo solo un fusibile di scorta e poco olio motore. Dato che la moto ha ben due fusibili preferiamo evitare i fastidi. E vai di Tuc Tuc! Ci siamo fatti portare in giro tutto il giorno in Ape Piaggio fra palazzi, forti e musei. Almeno ci siamo tolti il peso, tra qui e Delhi abbiamo visto due di tutto è adesso possiamo goderci il viaggio a modo nostro cioè a 10 minuti dalla massa. Turismo periferico? Oggi abbiamo visto un sacco di cose belle. Il barbiere stradale sfrattato: il suo atelier ( marciapiede sotto un albero) era inagibile per dei lavori stradali, così lui si è spostato direttamente sulla strada. I turisti che scappano inseguiti dalle scimmie perché hanno il sacchetto di arachidi comprato per loro fuori dal tempio. L'elefante in contromano nel traffico del centro. Prova tu a dirgli qualcosa! I professionisti del selfie bollywoodiano con pose ed es...

Pit stop

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Ecco parte del nostro team di meccanici all'opera. Qui erano ancora pochi. ⬅                     CONTINUA

Jaipur in festa

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Vedete le lanterne volanti? Moltiplicatele per tre e potrete farvi un'idea del cielo. Il telefono fa quello che può. Comunque non importa dove mi nascondo, neanche il tetto di una guesthouse in una via di meccanici lontano da tutto è un posto sicuro. Perché anche qui è arrivata la giapponese a passarmi davanti mentre faccio le foto! ⬅                     CONTINUA

Jaipur

Oggi giornata intensa. Sveglia alle 5:30, visita al Taj Mahal e partenza per Jaipur. Un parere personale sul Taj Mahal? Sopravvalutato. Non so, a me non ha detto niente. Ok il marmo bianco, ok gli intarsi, ma mi ricorda tanto una scatoletta porta gioie dei negozi di souvenir. E poi l'immaginavo molto più grande. In questo tour dei cimiteri sono rimasto colpito dai rilievi della moschea nei giardini Lodi, dalle finestre della tomba di Humayun, dallo stesso mausoleo di Humayun. Tutte strutture meno ricche  che hanno però quel qualcosa in più. Dopo il Taj Mahal siamo partiti per Jaipur: bel viaggetto interessante. Raggiunto lo"stradone" a due carreggiate è iniziato il film horror. 5 o 6 cani a brandelli sull'asfalto, una mucca putrida già mezza mangiata, una carcassa di vitello, un paio di maiali, un camion impazzito per lo scoppio di una gomma, un tamponamento a 100Km/h. E poi animali vivi a volontà, dallo scoiattolo al cammello. A 20Km da Jaipur ci ha abba...

Seconda foto del giorno

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La fabbrica della merda! Qui sono specializzati in frisbee. Prodotti di qualità interamente fatti a mano. ⬅                     CONTINUA

Agra?!

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Ma non dovevamo andare a Mandawa? Allora perché siamo ad Agra? Perché non ci smentiamo mai! Per andare a Mandawa dovevamo fare un tratto di autostrada (semideserta) Delhi-Agra-Lucknow e così, già che eravamo in strada, siamo finiti ad Agra. Autostrada a pagamento, ecco perché era deserta, ben recintata e con i caselli. Ma siamo in India... Infatti c'era la mucca in terza corsia, biciclette, pedoni che fermavano i pullman per un passaggio, una macchina viaggiava contromano in corsia d'emergenza e un camion faceva lo stesso ma in corsia di sorpasso. E io pensavo che l'autostrada fosse motonona.. Appena arrivati ad Agra siamo andati subito al Taj Mahal per toglierci il pensiero: chiuso il venerdì! Torneremo domani mattina alle 6:30 sperando di evitare le comitive di giapponesi. Prima foto del giorno: quello che ormai è diventato il simbolo dei nostri viaggi. La pietra miliare incomprensibile. ⬅                     CONTI...

La tomba di Humayun

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È giusto iniziare con almeno una foto normale: la tomba di Humayun. Un mausoleo e un parco immenso nascosti nel centro di Delhi. Dicono che sia secondo solo al Taj Mahal, altra tomba.. ⬅                    CONTINUA

New Delhi

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Eccoci arrivati a Delhi e devo dire che pensavo peggio. Siamo in un bel quartierino sudicio, il Main Bazaar. Classica zona turistica, è l'ideale per una notte in città perché hai tutto sotto casa: traffico, mucche, cibo, shopping, puzza e chiasso. Questa mattina abbiamo ritirato la moto che è molto meglio del previsto. Anche il primo impatto col traffico infernale di Delhi e il misterioso codice della strada Hindu è stato buono. Memore della guida in Sri Lanka è stato facile inserirsi nel caos e raggiungere velocità incalcolabili (meno del passo d'uomo). Così la mattina è volata solo per raggiungere la moto e rientrare in albergo. Abbiamo pensato bene di ottimizzare il pomeriggio prendendo un autista che ci ha portato a vedere il meglio della Delhi storica: praticamente un 2 Novembre. Abbiamo fatto il giro dei mausolei, tanti, belli e grandi ma pur sempre tombe. Un bel giro dei cimiteri! Domani si parte. Direzione Bikaner con prima tappa a Mandawa, un paese microscopi...

E adesso India!

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Dopo mesi di inutili piani di viaggio siamo pronti per partire! Destinazione New Delhi dove ci attende la nostra nuova supermoto pronta per raggiungere Mumbai. Supermoto... Si fa per dire... Ecco la nostra Royal Enfield d'annata. Speriamo che mantenga l'apostrofo. Ma parliamo del viaggio, L'ultimo itinerario studiato dovrebbe essere il definitivo, ma lo sono stati anche i cinque precedenti che non ho pubblicato. Questo però ha più senso: evitiamo zone troppo fredde o troppo calde e una volta arrivati a Mumbai decideremo dove andare al mare. Magari a Goa, meglio ancora alle isole Nicobare. New Delhi e Mumbai distano fra loro 1400 Km ma il nostro percorso a Zig-Zag ne prevede 6000. Così ci facciamo Rajasthan, Uttar Pradesh e un pochino di Gujarat. Niente di dettagliato ma più di così non si può. Avremmo voluto salire in Punjab fino ad Amristar ma inizia ad essere troppo a nord e non abbiamo voglia di neve. Anche la parte nord-occidentale dell...