Si Parte!

Appena avremo una connessione decente correggerò il titolo del blog, intanto mi accontento di riuscire a pubblicare qualcosa..
Quindi: Arieccoci in India!
Quest'anno facciamo il sud, partenza e arrivo a Bangalore girando in senso orario.
Il primo giorno a Bangalore è servito solo per i preparativi, poi ci fermeremo un paio di giorni a fine viaggio.
Oggi abbiamo visitato Lepakshi e Puttaparthi, senza fretta e con neanche 200Km di strada, anzi autostrada.
Il primo impatto con il traffico indiano è stato indolore, mi è anche sembrato strano sentirmi subito a mio agio con la guida a sinistra e i camion contromano.
Sarà perché negli ultimi 12 mesi ho fatto più chilometri in India che in italia? In effetti questa estate mi è capitato più volte di uscire di casa e tenere la sinistra... in Italia.
Se passate da queste parti Lepakshi merita una visita.
È un villaggio veramente piccolo con un tempio unico nel suo genere: costruito sulla roccia, senza fondamenta, tutto con pietre "a secco" solo impilate senza cemento e con parti scolpite direttamente nella montagna. Già così è uno spettacolo, ma la cosa veramente assurda è che le colonne all'interno del tempio non toccano terra! Sembra che reggano la struttura ma non è così, non si capisce come sia possibile ma fra le colonne e il pavimento c'è uno spazio di pochi millimetri.
Qui c'è voluto il genio italico per fare una foto e stupire i turisti che poi mi hanno copiato: ho preso la sciarpa e l'ho stesa sotto una colonna, semplice! Ma sembra che nessuno, almeno oggi, ci abbia pensato.
Come al solito eravamo gli unici stranieri, ma stranamente nessuno ci ha fotografato.
Comunque ieri il selfie col barbiere di Bangalore l'ho dovuto fare..
Lasciata Lepakshi abbiamo raggiunto Puttaparthi, cittadina di fama mondiale in quanto luogo di nascita e sepoltura del Sai Baba 2, quello con la pettinatura afro che negli anni 60 e 70 ha intortato VIPs di tutto il mondo e ha creato la Sai Baba enterprise che ancora oggi fa girare miliardi in beneficenza.
Non era proprio un sant'uomo, spacciava per miracoli dei giochetti di prestigio, molestava sessualmente le fedeli ma comunque sempre per una causa nobilissima.
Adesso è seguito e venerato principalmente da occidentali invasati con vesti bianche e sguardo spento.
Occidentali da spennare, infatti non ci sono i normali negozi di souvenir ma solo botteghe di antiquari, tutte le attività commerciali hanno la parola "Sai" nel nome come Sai German Bakery, o sai Xerox (negozio di fotocopie) che rendono la cosa ancora più grottesca. Il centro di accoglienza e preghiera ha uno spazio che conterrà qualche migliaio di fedeli, sempre in veste bianca, dove vengono messe in scena delle rappresentazioni teatrali degne della peggiore telenovela.
Pur essendoci una serie di mense per i poveri all'interno del centro spirituale, il paese è pieno di mendicanti che chiedono soldi per mangiare... IN TUTTE LE LINGUE!!
Eppure i bianco vestiti non percepiscono la fregatura.
Se siete fan (suona male ma non mi viene la parola) del Sai Baba non venite qui ma andate a Shirdi, paese del Sai Baba originale, quello è un vero luogo di fede e pellegrinaggio. Qui a Puttaparthi l'unico dio è il denaro e si vede! A meno che la tua fede sia cieca..
Dimenticavo una curiosità locale! Mentre al nord, come in Rajasthan, i nomi di molte città finiscono in "pur", come Jaipur, Udaipur ecc, qui i nomi finiscono in "palli" (a volte Palle) che suona anche un pochino finlandese. E si trovano dei nomi bellissimi come Gangadevipalli, Minchiahapalli, Settipalle.. C'è perfino un Maaremma temple!
Foto del giorno rimandata a più tardi. Non so se la connessione lo permette, intanto pubblico il testo.


CONTINUA