Satara

Abbiamo deciso, le strade sono belle e in due tirate da 300 chilometri arriveremo a Goa. In Italia si può fare tutto il tragitto in mezza giornata ma qui siamo nella terra dei dossi..

Oggi ci siamo fatti fregare ancora dal navigatore, colpa nostra e lui si è vendicato. Il simpaticone ci indica il percorso più veloce evitando le circonvallazioni e facendoci attraversare i paesi su strade comunque contrassegnate come National Highways ma non si rende conto che siamo in India e spesso ci imbottigliamo inutilmente. Oggi, in autostrada, ha detto di svoltare a sinistra in un viale da cui usciva musica altissima. Farà come ieri, abbiamo pensato, e ci farà attraversare un paese in festa chiuso al traffico, così abbiamo proseguito dritto. Pochi minuti dopo eravamo alle porte di Pune, megalopoli del Maharashtra, che dovevamo assolutamente evitare.

E l'abbiamo dovuta attraversare tutta, a mezzogiorno, con un traffico da megalopoli indiana. Il motore era così rovente che mi ha bruciato le cuciture dei jeans misto kevlar, per fortuna siamo sull'altopiano e non fa esageratamente caldo.

A proposito di altopiano, qui le salite sono assurde: noi che abbiamo uno dei motori più potenti in circolazione sfrecciavamo davanti a tutti arrancando in seconda e facendo i tornanti in prima, perché qui le autostrade hanno i tornanti a tre corsie. Abbiamo passato anche una galleria ma sarebbe stato meglio arrancare ancora in salita, magari bendati. Passi dalla luce accecante dei tropici al buio totale, solo delle lampadine ingiallite sulla volta indicano la direzione da seguire, basta. Niente catarifrangenti ai lati, niente vernice sulle pareti, niente strisce bianche sulla strada e ben poco asfalto. Come poi ben sappiamo in India si usano solo gli abbaglianti, a volte anche tutti e due, e le altre luci come le posizioni, gli stop e le frecce sono decisamente superflue. Così i camion segnalano la loro presenza suonando il clacson nel buio, 1450 metri di galleria che ti sembrano più lunghi del tunnel del Monte Bianco.

Adesso siamo fermi alle porte si Satara in un super hotel sull'autostrada con del personale giovane e fin troppo intraprendente.

Ci hanno fatto vedere le camere e ne abbiamo scelta una con un bel balcone sul retro ma non c'è stato verso di averla: "se vi piace il balcone ve ne diamo una con la vista!" Sull'autostrada a sei corsie.. però oltre l'autostrada caotica c'è una bella vista.

Entriamo in camera e ci accendono tutto: luci, ventilatore, e TV a volume autostradale e appena escono spengo la TV e qualche luce, però torna un ragazzo con due tazze e il thermos del te.. "Verso il tè? No, grazie, lo beviamo dopo". e lui:" ma si, dai, verso il tè!" e lo versa.. poi vede la TV spenta: "La TV! L'accendo?" No grazie, l'ho appena spenta.. "Ma si, dai, l'accendo! Vuoi della musica?" No, grazie, ho appena spento la TV. E lui: "Ma si, dai, metto la musica!"  sceglie un canale hindi pop, mette il volume al massimo, ringrazia e se ne va.

Servizio a 5 stelle indian style.

Foto del giorno: Ricordati che sei in India.

Questo hotel ha uno standard occidentale raro in questo paese comunque un tocco indiano dovevano metterlo. Dov'è il numero della camera? Sulla porta del bagno! C'è anche il campanello fuori dal balcone.. al terzo piano..


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